Emanuele Del Fio lavora da anni nell’area della comunicazione corporate e di brand, con un percorso professionale sviluppato all’interno di Findomestic Banca, dove ha seguito il Brand e la comunicazione Corporate. In questo ambito ha maturato esperienza sui linguaggi della comunicazione istituzionale, dell’identità di marca e della costruzione di contenuti capaci di rendere più chiaro, visibile e memorabile il racconto di un’organizzazione.
Accanto al lavoro corporate, ha approfondito negli ultimi anni una traiettoria autonoma di ricerca tra tecnologia, immagine e linguaggi immersivi. In collaborazione con Viktoria Blank (artista digitale di fama internazionale) ha contribuito allo sviluppo di un progetto multidisciplinare che unisce AI generativa, video production, digital painting e animazione, seguendo in particolare la direzione tecnica, l’editing, l’animazione e la costruzione dei modelli creativi basati su intelligenza artificiale. Questa collaborazione ha portato alla definizione di un linguaggio visivo originale, orientato a trasformare contenuti digitali in esperienze emozionali e ad alto impatto.
Nel 2025 il progetto ha raggiunto una dimensione internazionale con la presentazione di opere all’interno di AiRTificial Visions, showcase immersivo ospitato all’Illuminarium di Toronto, e con la partecipazione al programma ICFF Dual Lens durante la Mostra del Cinema di Venezia, dove il progetto è stato associato a una award recognition (Best ai Artist 2025). Parallelamente, questo percorso si è intrecciato con il mondo degli eventi immersivi e della spettacolarizzazione degli spazi, in linea con la visione di EventIA, la sezione di Tecnoconference Europe dedicata all’arte generativa, agli ambienti dinamici e ai sistemi visivi in tempo reale per eventi aziendali, associativi e scientifici.
Oggi Emanuele Del Fio si occupa di esplorare l’incontro tra comunicazione, intelligenza artificiale avanzata, arte generativa e progettazione immersiva, con un focus particolare sulla capacità delle tecnologie visive di trasformare un evento in un’esperienza narrativa, relazionale ed emozionale. Il suo lavoro si colloca nel punto in cui comunicazione istituzionale, innovazione creativa e regia tecnologica smettono di essere discipline separate e diventano un unico linguaggio.